Giuseppe Lorizio, Antonio Rosmini Serbati.
Un profilo storico-teologico,
PUL-Mursia, Roma 1997, 320pp.

 

Nell'insieme delle iniziative editoriali, moltiplicatesi soprattutto nella ricorrenza del bicentenario della nascita di A. Rosmini, questo pregevole studio di G. Lorizio s'inserisce con i caratteri dell'autorevolezza e, insieme, dell'originalità. Questa, poi, è soltanto parzialmente data dalla voluta, e preferenziale, attenzione prestata dall'Autore al carattere teologico dell'opera complessiva del Roveretano, per quanto, già da sola, essa sarebbe molto significativa. Lorizio ha il fondato timore che, nonostante tutto, quest'aspetto del pensiero di Rosmini sia ancora alquanto in ombra. Soprattutto in tal senso, nel Prologo egli scrive che la sua "presunzione" è "tanta e tale da ritenere che questo lavoro di fatto colmi una lacuna, alquanto vistosa" se non in assoluto nella bibliografia rosminiana (cf. le annotazioni bibliografiche a p. 12-13), certamente nel panorama delle iniziative editoriali programmate per il centenario e nella storiografia in genere (p. 7). Per questo Lorizio sceglie come prioritaria, per il suo accostamento a Rosmini, la prospettiva teologica, proponendosi "di mostrare la presenza di una dimensione teologica, certamente non secondaria o ulteriore, del pensiero rosminiano" (p. 11).

A dare originalità a questo lavoro concorrono, tuttavia, altri elementi. Anzitutto, quello di avere voluto come incrociare con l'attenzione al pensiero il percorso biografico, narrando gli eventi e i momenti fondamentali della vita di A. Rosmini. Cosa questa, che risulta oltremodo feconda e opportuna. Attraverso il profilo storico-biografico, infatti, il pensiero di un teologo - nel caso di Rosmini - ottiene il suo necessario contesto storico e il lettore è concretamente aiutato a scoprirne, diremmo, la "forma vitale". In secondo luogo è da rilevare l'attenzione dedicata alla spiritualità di A. Rosmini, delineata sia attraverso i suoi scritti ascetici sia alla luce degli atteggiamenti da lui assunti nel succedersi, talvolta accavallarsi, delle vicende storiche personali, ecclesiastiche e nazionali. L'intreccio di questi tre motivi: il momento biografico, la spiritualità e il pensiero teologico di Rosmini - cui è, inevitabilmente, connesso quello filosofico - conferisce una fisionomia precisa al volume di G. Lorizio. Ciò corrisponde, peraltro, al genio del Roveretano, per il quale, a p. 195, si annota: "Come [...] si potrà notare dal nostro andirivieni tra le opere teologiche e filosofiche e le lettere, alcune intuizioni geniali caratterizzanti il pensiero teologico di Antonio Rosmini traboccano dalla sua penna di teologo, filosofo e maestro di vita spirituale, rendendo impossibile una chiara e distinta separazione dei ruoli. Si tratta di un pensiero speculativo con vertici di geniale penetrazione del mistero, che creano un abisso di distanza (a volte di incomprensione) fra teologia ufficiale e accademica, che spesso si esprime nella forma manualistica e la riflessione del Roveretano, scevra da ogni preoccupazione del genere". Tutto ciò è bene sintetizzato dal sottotitolo: un profilo storico-teologico. Il metodo dell'opera di Lorizio è conseguente: narrazione, esposizione del pensiero rosminiano - con l'inserzione di testi opportunamente selezionati - e puntuale valutazione critica, si susseguono con armonia e regolarità, suscitando l'interesse e l'attenzione del lettore.

Il contenuto del libro si snoda nella successione di cinque capitoli, che seguono, idealmente, la vita di Rosmini. I titoli sono eloquenti: sogni e progetti (1797-1821), primi passi (1823-1828), verità e carità (1828-1838), croce e gloria (1839-1848), lo scacco (1849-1855). Ai "teologi non rosministi", scrive Lorizio, potrà essere utile una conoscenza diretta delle tesi teologiche di A. Rosmini. Non potendo seguirle tutte, l'attenzione del recensore sarà attratta da qualcuna di esse. In questo caso si preferisce segnalare il pensiero ecclesiologico, interessante sotto diversi punti di vista e tanto più da sottolineare per essere stato, Rosmini, sino ad ora, il grande assente nei vari, benché non numerosi, prospetti di storia dell'ecclesiologia. S. Jaki, ad esempio, nel suo bel lavoro del 1952 sulle nuove tendenze ecclesiologiche, per l'800 non menziona per nulla Rosmini, che pure avrebbe meritato un posto, fra gli altri accanto a Newman (per possibili parallelismi tra Rosmini e Newman, si potrà vedere quanto scrive Lorizio a p. 55 e 275). Anche la più recente, ampia e pregevole storia delle idee ecclesiologiche scritta da A. Anton (1987), ricorda Rosmini solo per segnalare, di sfuggita e in termini generici, le sue critiche alla "scuola romana". Nelle battute conclusive della sua fatica, Lorizio registra le timidezze e le modeste proporzioni delle esposizioni del pensiero rosminiano nelle più recenti opere sulla filosofia cristiana e sulla storia della teologia, concludendo: "La teologia contemporanea ha percorso un lungo cammino senza alcun riferimento al pensiero di Rosmini, è giunta a conclusioni che possono avere una certa affinità con quelle di questo grande pensatore, ma per altre vie" (p. 288). Per quanto ciò sia vero (Lorizio annota che "forse non può essere diversamente, almeno per quanto concerne il dibattito teologico), si dovrebbe aggiungere che, almeno per l'ecclesiologia, si tratta di un'esclusione e di un oblio non più giustificati e non più giustificabili, anche alla luce degli studi segnalati da Lorizio alla n. 136 di p, 232, cui, ovviamente, sarebbero da aggiungere gli altri indicati nella bibliografia conclusiva del libro.

I richiami fatti in questo volume, pur nell'economia e nel progetto dell'insieme, sono sufficientemente chiarificatori e pertinenti. Così, per un primo breve rimando, si trova richiamato l'orizzonte ecclesiologico, entro il quale si muove la decisione di Rosmini di dare vita al nuovo Istituto: il semplice schema, presentato alle p. 118-120 riguarda il tema de membris Ecclesiae. Chi non raccoglierà, poi, la suggestiva visione della Ecclesia sponsa, presente nella giovanile Storia dell'amore, guidata dall'interpretazione ecclesiologica del Cantico? In essa è già evidente la concezione di un'ecclesiologia misterica e cristocentrica, che si prospetta nella "Teodicea", come ecclesiologia gloriae, perché ispirata alla vittoria del Risorto, e nelle Cinque Piaghe, come ecclesiologia crucis. Di questa ecclesiologia presente nell'opera più nota di A. Rosmini, scriveva nel 1984 C. Riva, in un articolo pubblicato su "La Civiltà Cattolica" (cf n. 3213, 224): la Chiesa è, per Rosmini, Cristo stesso crocifisso. Su questa ecclesiologia, G. Lorizio si diffonde alquanto, concludendo con queste parole: "In un continuo andirivieni tra la passione di Cristo e le lacerazioni della Chiesa, Rosmini sviluppa la propria meditazione sempre attenta al carattere misterico della realtà ecclesiale, mai ridotta a pura società umana, ma anche sempre incarnata e storicamente determinata..." (p. 240).

Ovviamente, analoghe annotazioni potrebbero farsi per altri temi teologici. Preme, in ogni caso, invitare il lettore a non trascurare l'Epilogo provvisorio, col quale (cf p. 285-288) Lorizio conclude la sua fatica. Qui egli mette in luce tre fraintendimenti del pensiero rosminiano in ambito teologico. I primi due riguardano il passato e toccano la sua acquisizione al tomismo e la sua interpretazione idealistica; il terzo, Lorizio lo vede possibile nel presente, con la creazione di una "scolastica rosminiana", laddove, invece, il pensiero rosminiano "è un cantiere aperto, nel quale i lavori sono sempre in corso e le formulazioni più spesso provvisorie che definitive..." (p. 287).

Il volume di G. Lorizio è il primo della collana "Sapientia Christiana", con la quale l'editrice Mursia ha avviato la sua collaborazione con la Pontificia Università Lateranense, nella cui Facoltà di Teologia l'Autore è docente di Teologia Fondamentale. Vi si trova aggiunta una completa bibliografia degli scritti editi del Rosmini, disposti secondo l'ordine cronologico e un esauriente elenco di strumenti di lavoro e di letteratura scelta. Conclude un Indice dei nomi. L'edizione dignitosa, non sfugge ad alcuni refusi tipografici, che potranno essere corretti in una seconda edizione. Si tratta, nell'insieme, di un opera, si vorrebbe dire indispensabile, per chiunque voglia accostarsi ad Antonio Rosmini ed è per questo che se ne raccomanda lo studio. G. Lorizio, d'altra parte, che ha il pregio della chiarezza e la capacità di un lucido giudizio, ha preparato questa sua fatica con un attento ricorso alle fonti rosminiane, anche per il quale non si può non essergli grati.

Marcello Semeraro

[la recensione è stata pubblicata sul fasc. I/1998 di Rivista di Scienze Religiose]

 

 
Giuseppe Lorizio - Via Aurelia Antica 284, 00165 Roma - email: lorizio@tin.it - wap: www.lorizio.net/wap
Best view 1024x768 IE 5+
realizzazione grafica a cura di A2graphic