ATI XVII Congresso Nazionale Teologia e storia: l'eredità del '900

Crisi della metafisica e metamorfosi della teologia

Brescia, 11-15 settembre 2000

 

 




La parola «metafisica» con cui battezzai la mia pittura, sin da quando lavoravo a Parigi negli anni sottili e fecondi dell'avantiguerra destò pure tra gli intellettualoidi delle rive secuane stizze, malumori e malintesi non trascurabili. La parola «metafisica» fa nascere un mucchio di malintesi, specie in quelle menti stitiche che non avendo lo sforzo salutare della creazione vivono di plagi e di luoghi comuni e spruzzano la loro bile cronica ogni qualvolta gli capita sotto il naso un che che superi la cerchia delle loro capacità intellettive. Alle menti di molti di questi rappresentanti europei della fauna antropoide dell'Africa e dell'America (cercopitechi, semnopitechi, miopitechi), la parola metafisica fa nascere fosche visioni di nuvolaglie e di grigiume, grovigli caotici e masse tenebrose. In Francia il malinteso si estese fino ad attribuire l'invenzione della metafisica ai tedeschi, e ricordo le lotte che ebbi a sostenere per fare accettare il terribile vocabolo che insospettiva anche i benpensanti. Ora io nella parola «metafisica» non ci vedo nulla di tenebroso; è la stessa tranquillità ed insensata bellezza della materia che mi appare «metafisica»  e tanto più metafisici mi appaiono quegli oggetti  che per chiarezza di colore ed esattezza di misure sono agli antipodi di ogni confusione e di ogni nebulosità.

[da Noi metafisici del 1919 di de Chirico].

Schema della relazione di d. Pino Lorizio

Relazione in Pdf

Le foto

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